venerdì, 02 ottobre 2009 | in : me myself and i, greetings, chapeau









Tanti auguri, inossidabile vecchietto.
MScar @ 13:12 | commenti (popup) | commenti
mercoledì, 30 settembre 2009 | in : me myself and i, son cose che capitano, lacrimuzza
Mi hanno inscatolato la nonna. Non sembrava neanche più lei: le dita erano troppo sottili, il volto troppo austero, il corpo sperduto tra crinoline e fiori. Non ostante solo poche ore prima avessi collaborato personalmente a comporla senza alcuna impressione (sorretta da un istinto primordiale che dice: "non temere della carne da cui la tua carne deriva")  ho provato orrore nel vedere, al momento dell'inumazione, saldare la parte superiore della bara con una lastra di alluminio, prima di poggiarvi su il coperchio. Questo non l'avevo mai visto fare e, psicologicamente, non me l'aspettavo. Sembrava una scatola di sardine e, alla fine, il cadavere di mia nonna presentava esattamente le stesse caratteristiche del cadavere di una sardina, solo che la seconda è sott'olio e si mangia, la prima gli si portano fiori e la si venera. Ma cosa vuoi che questo conti nel conto vita-morte del mondo. No, non subito la perdita di mia nonna mi ha spezzato il cuore (a quello ci sto arrivando in questi giorni immediatamente successivi, allora quasi mi sembrava intravedere un movimento del petto da sotto il sudario) ma la sua cosizzazione, la perdita di ogni valore vitale e il suo accantonamento in un angolo di muro comprato a carissimo prezzo in uno di quei condomini di cadaveri così comuni nei cimiteri di città, che di spazio orizzontale ne hanno oramai così poco che ci si conserva così come si è vissuti, in vani sovrapposti. Di chi fosse mia nonna, per me e per chiunque la conoscesse, non è qui il caso di parlarne. Detesto i blog-diario che sviscerano in rete le proprie budella e non volevo questo. Certo, inutile dire che questo è anche uno sfogo ma, mi son detta, saluto tante volte la morte di personaggi famosi di cui non conosco nulla, potrò ben qui salutare mia nonna, che non era famosa ma di cose buone ne ha fatte. Potrò ben qui riflettere sul fenomeno un po' pop art che rende mia nonna mediaticamente spendibile, che ne consegno alla vostra lettura un'immagine fugace in grado,come un qualsiasi carattere di romanzo, di assumere nella vostra mente la forma che più  vi sarà consona, che forse vi ricorderà altre cose, più vostre. La svilisco, forse. Mannò, solo io so quanto sia sacra la sua immagine viva nel mio spirito, quanto rispetto provo persino per quel suo corpo vuoto. E non è questo che voglio condividere con chi non ne può sapere nulla. Solo, mi hanno inscatolato la nonna, e questo mi spiazza. Ne scrivo qui perchè non so dove spiaggiare questo mio sconcerto, questo non capirne la sua cosizzazione. Capirei di più l'annientamento dei suoi resti, piuttosto che una conservazione meticolosa che sembra uno spreco: in ogni modo essa non è più dietro il marmo che nel suo letto. Se uno non è più non è più e non c'é fede, mi rendo conto, in grado di darmi asilo, rassicurandomi sulle possibilità di riciclo della materia. Per cui prendo questo mio dolore e lo appoggio qui, come lei, a disperdersi in altri posti, a diventare altro. Consumatela voi mentre il tempo la consuma.
MScar @ 14:27 | commenti (popup) | commenti
martedì, 01 settembre 2009 | in : me myself and i, chapeau, son cose che capitano, lacrimuzza



S'è fatta vecchia, ormai.
La lampadina a incandescenza, quel delicato filamento di tungsteno che se n'evaporava via lentamente, uso dopo uso, per poi spezzarsi (abbiamo un po' quest'angoscia atavica, che la luce finisca -si consumi) s'è spenta.
Beh, non vorrei essere nostalgica ma se da quando sei nata usi una cosa vecchia di duecent'anni e poi te la lasci definitivamente alle spalle, un po' d'impressione ti fa.
MScar @ 14:00 | commenti (popup) | commenti
Quest'uomo si chiama Dino Boffo, è il direttore del giornale "di ispirazione cattolica" Avvenire ed è gay.
Anzi, per la verità è un molestatore gay.
In altri casi avrei potuto chiamare questa una manipolazione d'informazioni: in fondo la notizia dovrebbe essere che Dino Boffo è un molestatore mica che è gay, no? Oppure che è un uomo morbosamente innamorato che lotta per ricongiungersi col suo compagno in dispetto di regole sociali castranti, chissà. La realtà può essere vista in molti modi. Ma alla fine... no, Dino Boffo, il decennale direttore di Avvenire, è proprio un molestatore gay.  Da bravo censore che per anni ha alimentato le colonne di un organo d'informazione della sua vomitevole ipocrisia marciando contro la felicità propria e di coloro che condividono la sua stessa condizione, negando dall'alto di una posizione di responsabilità sociale sé stesso e ciò che di onesto coltivava nell'ombra come un peccato di cui non pentirsi, se lo merita. Afangùl.

UPDATE:
Eppure (cazzo, in questo paese di m. c'è sempre un'eppure) onestà intellettuale vuole che tutta la vicenda mi susciti ribrezzo invece che l'iniziale, istintiva soddisfazione. Perché se da un lato vedere fustigato un fustigatore morale (paladino del "Family day") dovrebbe sollazzarmi, dall'altro vedere violentemente esposto alla gogna mediatica perchè gay (in realtà, prima ancora che perchè molestatore e comunque per una vicenda in piedi dagli anni '90 e che finora, casualmente, non aveva fatto notizia) chi ha osato pontificare sulla dubbia moralità del premier dall'alto addirittura di una "opposizione amica" mi sa tanto di regime.
E questo mette i brividi.
MScar @ 11:49 | commenti (popup) | commenti
giovedì, 27 agosto 2009 | in : chapeau, son cose che capitano, mare mostrum, lacrimuzza, alluce scassato

Questa vignetta è meravigliosa e non fa ridere.
Il meno fortunato di Paride Puglia
MScar @ 22:02 | commenti (popup) | commenti













Di fronte a questi ripensamenti (il ministro del welfare Sacconi si presentava oggi a fare ammenda estiva circa la RU486 al congresso nazionale di Comunione e Liberazione) ci si persuade che l'estenzione della Città del Vaticano si sia ultimamente un po' allargata: misura adesso 301.338 km² .
MScar @ 23:26 | commenti (popup) | commenti

Oggi al Filmfestival di Valva Noemi Letizia, di ritorno dalle paparazzate portofiniane, verrà premiata come miglior interprete di un cortometraggio con la regia di Carlo Fumo, guardacaso anche presidente della commissione stessa. Insomma in Cilento sanno come farsi della pubblicità veloce, ed essere delle papine si dimostra sempre più conveniente (questa intrapendente ragazzuola come minimo ci finisce sull'Isola o in Fattoria... no, non a zappare per davvero).

Fossi in loro, comunque, comprerei una vocale giusto per dare alla kermesse una sferzata di sincerità che mai non guasta: Vulva Filmfestival, tra l'altro, tira molto di più.

MScar @ 14:20 | commenti (popup) | commenti
giovedì, 20 agosto 2009 | in : chapeau, lacrimuzza

Fernanda Pivano

E dopo quello di una vita, non resta che augurarle (di nuovo) buon viaggio.

Faccio un update in seguito ad alcune riflessioni fatte in questi giorni.

Io credo che la morte di Fernanda Pivano sia simbolica: essa decreta la fine di un periodo in cui ancora la parola America suggeriva novità -una realtà con cui confrontarsi e non da imitare pecorescamente-  e nella quale poter essere intellettuali senza diventare intellettualoidi, dirsi comunisti pur criticando la letteratura filostalinista e partecipare a movimenti sociali senza prendere su sé l'ombra di interessi altri dietro le proprie scelte. L'approccio antiaccademico della Pivano, le sua capacità di scoprire nuovi talenti e promuoverli più di quanto riuscisse a fare con sé stessa, la modestia nel raccontare incontri con personaggi tali che in altri avrebbero suscitato vanterie senza fine narrandone con semplicità e simpatia facevano di questa donna un unicum nei nostri tempi vanagloriosi e frivoli, residuato storico di un'era in cui forse più importante era essere... sulla strada, sulla cresta dell'onda, laddove c'era il movimento e le menti migliori, dedicandosi alla diffusione di modi alternativi di vedere la realtà nell'italietta un po' chiusa e borghese del boom ed anche in seguito.

La morte della Pivano dovrebbe dunque spronare il mondo culturale italiano ad un'operazione gianica: puntare avanti guardando indietro, un po' prima degli anni ottanta, ad un clima di fervore intellettuale sano e non autocelebrativo e del tutto ripiegato su sé stesso, completamente fuori della realtà. Se ci rimettessimo noi su quella strada, forse la rimpiangeremmo un po' meno.

MScar @ 12:44 | commenti (popup) | commenti
MScar @ 01:56 | commenti (popup) | commenti


Film e cartoni animati su bambini svedesi/norvegesi (evidentemente un bambino nordico E' un bambino felice per definizione). Film-scartine degli anni sessanta (come dice mia nonna: "hanno raschiato 'o cascettone"). Repliche di serie TV anni ottanta-novanta a palla (Xena, Baywatch... si salva solo Miami Vice per l'attenzione paranoica -e blu- ai dettagli di Michael Mann -se non altro una gioia per gli occhi, anche il protagonista Don Johnson) e l'immancabile Jessica (che però è un' all-season: estiva, invernale... tecnicamente un riempibuchi ideale, meglio dell'Ispettore Colombo). Poi arriva il match legale, ovvero Forum e la sua scopiazzatura rai nella stessa fascia oraria con l'immancabile giudice stile americano ed i casi umani dinanzi a lui più il pubblico, i sassolini, gli opinionisti e compagnia bella (adesso anche gli avvocati rimediati alla CEPU). Di seguito una raccolta sentimentale di serie TV di successo di sei anni fa (minimo) o di poco successo dell'anno scorso (ritenta, sarai più fortunato). In alternativa, la telecronaca in diretta minuto per minuto del G8 (variabile indipendente di questo luglio muffito) manco fossero i mondiali (Obama è di certo il più gettonato: Obama ha tirato a canestro/ Obama si è messo il dito nel naso... seguono le Frist Lady) con tutti, allegramente, portati in mezzo alle macerie con codazzo a seguito stile red carpet sanremese (Berlusconi in effetti sta pensando di ricostruire Onna 20 km più avanti lasciando questa attuale esattamente com'è convertendola in parco a tema "poveretti questi abruzzesi, commuovetevi e sganciate i soldi" per Capi di Stato in visita) e se non basta, da ora di pranzo in poi, TG, TG, TG e repliche di TG (in genere i servizi di costume che fanno tanto "allegria"). Poi il vuoto cosmico del pomeriggio, la cui espressione ideale é nella faccia da babbà spugnato di Dawson (da non sottovalutare anche le crudelissime "favole ungheresi" in cartoni animati su raitre, dove i protagonisti finiscono a volte anche incaprettati e subiscono violenze psico-fisiche intollerabili così come in ogni favola slava che si rispetti -ma il MOIGE non se n'é accorto: SHHHHHH). Finalmente il pomeriggio sportivo con interminabili sequenze di ciclisti (più pompati dei cavalli) che faticano a bestia su salite interminabili di montagna (come non ci si può addormentare vedendolo è mistero.... o forse è quello il vero scopo, così si resta ronfanti di fronte alla TV, facendo audience inconsapevole ma pur sempre audience) e a seguire tutta la collezione di quiz televisivi sfigati o in test prima di essere lanciati davvero (orribile in proposito la riedizione più faRsa che mai di Sarabanda in mano a Mammuccari: ovvero la pena di una pena) che ti trascinano inesorabilmente fino al prossimo TG. A quel punto non resta che scegliere: filmone di successo classico che hai già visto trentacinque volte, filmone di successo d'antan che tua mamma ha già rivisto trentacinque volte e tu un po' meno (perché è meno generazionale, signora mia) o fiction passabile rimandata alla programmazione estiva per oscuri motivi (bacchettoni) di politica di rete? Non importa, tanto alla fine arriva sempre il filmetto zozzon-godereccio anni settanta in seconda serata: un pilastro evergreen del palinsesto estivo che fiato (eufemismo) a tanti maschietti oberati dal famil-buonismo di prima serata, che col caldo raddoppia in zucchero. Resistete ancora svegli davanti la TV? allora è il momento del trash notturno: si riescono addirittura a beccare i programmi musicali in replica dell'ottantadue (quando io nascevo) con Donatella Rettore inversione psichedelica.
Insomma: TV estiva, gusto chinotto.
MScar @ 13:10 | commenti (popup) | commenti
lunedì, 06 luglio 2009 | in : mare mostrum, la quarta scimmietta, lacrimuzza


Anche io ciaccata dal ddl Alfano. Grazie a .mau. e Paul
MScar @ 19:35 | commenti (popup) | commenti


A San Giovanni Rotondo hanno voluto le cose in grande. Io guardo questa cripta dorata e penso a quante opere di bene ci avrebbero fatto.

E poi, è PACCHIANA.

P.S. qualcuno ha letto "La questua" di Curzio Maltese? se no, fatelo: è illuminante.



UPDATE: questa chicca l'ho trovata su mamma (encore une fois)
MScar @ 15:51 | commenti (popup) | commenti
domenica, 28 giugno 2009 | in : mare mostrum, la quarta scimmietta, lacrimuzza

via mamma
MScar @ 20:12 | commenti (popup) | commenti