
Sarà che è anche
grazie a questo che la mia famiglia
ha mangiato per anni, ma ogni volta
Pitti Uomo (vd. luogo italiano privilegiato di esposizione dell'alta moda maschile in un'ottica non tanto vippaiola quanto commerciale ...nel senso che mentre a Milano, Roma e Parigi si sfila, a Firenze
si vende) riesce a catturare la mia
spasmodica attenzione.
Con
gioia immensa quest'anno festeggiamo, sull'onda di un trend che oramai si profilava da qualche tempo all'orizzonte, il
ritorno del dandy ...con delle
piccole precisazioni da spiegare a un manipolo di
calciatori arricchiti, a
tutti i tronisti di Maria De Filippi ma sopratutto a
Lapo Elkann (che non sarà un caso se è stato contemporaneamente dichiarato il
peggio vestito d'Italia e il
meglio vestito d'America):
- L'originalità è sopratutto
nei particolari: nulla di male poi nel voler catturare
ogni tanto l'attenzione altrui ma se lo si fa per abitudine diventa
noiosissimo e
alquanto banale.
- Non è addobbandosi con un'
accozzaglia di capi firmati e pregiati (
peggio ancora se in stile rétro) che si diventa eleganti, sopratutto se
li si mischia in modo indecente.
- Il grado di
coattume di un uomo è direttamente proporzionale al
peso del
pendaglio firmato che ha al collo.
- In
nessuna epoca mai è stato "fine" portare il capello
'nzivato.
- Va bene che
Vivienne Westwood ha fatto sembrare
masculi e "fighissimi" anche gli uomini in
kilt e tacchi a spillo... ma
Lei è Lei.
Voi no. Quindi, anche solo lo stivale cowboy (non quello pulito in pelle bianca, quello che ancora fete di cacca di mucca) sotto il gessato, per favore,
evitare.
- La felpa con sopra le scritte ha fatto il suo tempo
e io di certo non ne piangerò la prematura scomparsa. Ora va riscoperto il gilet del nonno e il pullover di filo in tinte pastello...
grazie a Dio.
- Ritornano anche le
ghette (possibilmente max bicolori: se una calzatura racchiude in sé
più di tre colori diversi tutti insieme diffidare è quantomeno
opportuno) e le scarpe di lavorazione artigianale con pelli pregiate...
cuore mio, non ti fermare.
- La
smisuratezza dell'
ego di un uomo si può facilmente desumere dalla
grandezza e robustezza del suo
nodo alla cravatta, inversamente proporzionale alla
grandezza e robustezza di
qualcos'altro.
- La
proporzione di uomini che sanno portare la
camicia con il collo alto senza per questo sembrare dei
fighetti intristiti è di
uno a sette.
-
No,
Aldo Montano non è trendy per niente.
- Il jeans al lavoro può essere
persino elegante, basta che non sia
"multitasking" o rappresenti un
ritaglio insussistente di stoffa tra un pezzo di coscia nudo e l'altro.
.
- Chi spende
mille euro per degli occhialoni neri stile
ape bancarellara in carbonio e per questo si sente un
"gran figo" o è americano o è fesso.
-
John Richmond ha regalato all'umanità la tendenza del
pantalone con dietro la scritta "Rich" borchiata o paillettata. Poteva continuare a fare il rocchettaro sfigato e risparmiarselo. ...
vale come una piaga d'Egitto.
- Se che
Borsalino è elegante è
sempre vero,
non è sempre vero che lo si è indossandolo.
- Avere le spalline della giacca belle grosse non è un segno di autorità , è una
prerogativa esclusiva di Fassino. Ma perchè lui le spalle
non ce le ha.
- Sfilare a Hollywood sul tappeto rosso con gli
infradito è
audace ma simpatico, sfilare sullo stesso tappeto rosso con un
pareo hawaiano è
americano e basta.
- Non si può indossare una sciarpa attorno al collo sopra una giacca
a meno che non si sia bellissimi o gay.
Tutti gli altri non la sanno portare. E per "sciarpa" intendo
quella leggera di seta, tutte le altre o le mettete sotto a un cappotto o
lasciatele agli sherpa.
Per il momento questo è tutto quello che mi viene in mente
ma non ho certamente finito...
TREMATE: magari mi aggiornerò in seguito.
Non ho fatto uno
speciale corso di cattiveria per scrivere quanto sopra, semplicemente:
non sono buona, è che mi disegnano così.
Infine chiudo con un'
amara postilla.
BIKKEMBERGS... un
becero disegnatore di tutine sportive e uniformi da calcio elevato a
stilista solo perchè
frocio.
Tacchini in confronto è Valentino, Lacoste un astro inarrivabile. Lui
lo sa e allora
cerca di
stupire facendo sfilare nonsoquanti (
finti) calciatori (
veri) modelli in
mutande.
Un pietoso
mix scopiazzante tra
fantasie omoerotiche trash alla
Dolce&Gabbana ed
enormi pacchi alla
Calvin Klein.
Pessimo.