
A volte capita che se ti ritrovi con un padre
eccentrico, questo eccentricamente decida di regalare al nonno per il suo compleanno un (
e cito)
"programma antirincoglionimento" della
nintendo.
Che importa, poi, se alla sua
bella età il nonno
va ancora in motorino e porta avanti
tutti i conteggi del negozio per cui non mostra ancora
alcun segno di cedimento...
E che vale, inoltre, che da costui il suddetto programmino venga accolto con un
sano moto di menefreghismo...
L'importante è che la
diletta nipote (ergo,
io) vada lestamente a spiegargli un programma che
non ha mai usato su sto nintendo ds che
non ha manco mai visto dal vivo (sono indietro coi tempi eh?!
lo so...)
Vi risparmio i dettagli (ovvero i
riti vodoo mediante i quali ho dovuto imparare
io per prima ad usare il
dannato cosino ...ma per farvi capire: stavo riportando il tutto al negozio perchè mi ero fissata che la penna non funzionasse... non scriveva sullo schermo a sinistra) e giungo al
momento cruciale in cui mi è toccato spiegare al nonno come si gioca.
Momento
breve, visto che dopo 2sec. il suddetto nonno si è
scocciato (reazione
sana, dico io) e mi ha detto perentoreo: "mostralo a tua nonna", andandosene.
Allora mi rimbocco le maniche e parto con la spiegazione alla mia arzilla nonnina. Che si mette lì e fa tranquilla il
giochino numerico (sottrazioni di 9 in 9) dell'età mentale. Risultato: 80 anni.
E vabè, penso io.
Ma lei s'incazza perchè SA (
e chi può darle torto) che è
ben lontana dal rimbecillimento di un'ottantenne.
MA ADESSO TOCCA A ME!!!, penso, boriosa dei miei 24 anni e dei miei neuroni tutti bellicosi.
Mi sorbisco 20 min. di
spiegazioni superflue del dr. Kawashima su come devo fare l'esercizio e di come il mio cervello ne resterÃ
estasiato.
Già lo odio, me lo sento, è cortese e viscido ma in realtà detesta tutto il genere umano ed ogni tipo di connessione neuronale
non wireless.
Mi capitano le
sottrazioni di 7 in 7. Già prima d'iniziare penso "caz.. quelle del 9 erano facili, sottraevi 10 e toglievi 1 ma il 7 mi è sempre stato antipatico" (chi mi legge da un po' sa quanto
adori la matematica, quanto
ci sia portata, e quale
gioia profonda sappia, lei sola, infondermi nel cuore).
Dopo un quarto d'ora -
ovviamente- sono ancora lì a sottrarre. Mia nonna mi vede in difficoltà (io ricorro ancora alle dita delle mani) e mi dà qualche dritta. Così finisco.
Età celebrale della sottoscritta:
80 anni.
Parte la
musichetta sintetico-assassina tipica del gameboy versione "pokemon triste" (la più grande arma di coartazione psicologica esistente e mai adeguatamente sfruttata, ti entra nel cervello come una lama perseguitandolo per ore,
*n.d.u.f.) e il
capoccione del
dr. Kawashima si
scuote preoccupato annunciandomi che
"forse ero molto stanca".
Mavafff... è il mio primo dolce pensiero nei suoi confronti.
Con
massimi voti alla maturità classica, un percorso universitario tutto sommato
decente e tante buone cose in saccoccia... insomma sto
str... adesso mi dice
che sono rincoglionita?!
Mia nonna mi sorride sfottente, mi tende la mano e mi dà della
coetanea.
Ho voglia di
sganciare un'altra bomba atomica sul Giappone.
Voglio
cancellare la nintendo dalla faccia del paese, redimere questo
sporco mondo pokét e riportarlo sotto l'egida della
sony psp, con dentro la
dolce Lara che zompa di rovina in rovina schivando mummie catarrose.
Voglio prendere il capoccione spunzuto del
dr. Kawashima e
spappolarlo con le mie adunche manine da vecchietta, perchè soffra e declami la Divina Commedia fino a
farsi friggere tutti i chip.
Ma come si permette di offendere il mio
cervelluzzo, oh. Di
umiliarlo.
Brutta capoccia da Q.I. (
"qui infilatelo") che non conosce gli
splendidi vantaggi della
calcolatrice (al secolo
Pascalina, inventata da
Pascal, mica da qualche ingegnere sottopagato e triste, che trova soddisfazione sessuale solo in squallidi
hentai manga, come queste
cofecchie kawashimiane).
Insomma,
io lo odio. Lo so che
non è carino, ma
a volte capita.