domenica, 28 ottobre 2007 | in : greetings, essere snob è fatica ingrata
a Samhain girlOk patetici individui che siete stati invitati o, peggio, avete deciso di organizzare una festa di Halloween senza nulla saperne, questo è il posto per voi: qui di seguito un breve vademecum per affrontare la festa più in (ahimè) dell'anno riuscendo a evitare magre figure.

Partiamo da un po' di teoria (che vi dovrete sorbire, a meno che non siate sufficientemente temerari da rischiare il mutismo assoluto nelle conversazioni che, in questa sera, indovinate su cosa verteranno?) e dunque...


COSE DA SAPERE SU HALLOWEEN

1) Si festeggia nella notte tra il 31 ottobre e il 1° novembre. Non prima. Non dopo. Quella precisa sputata notte (vabbè che poi l'influenza della notte si protrae per 3gg, ma così non vale)

2) Etimologia della parola Halloween: viene da All Hallow Eve, la vigilia di Ognissanti (elementare, mio caro Watson)

3) Le origini della festa sono celtiche: in questa notte infatti si festeggiava l'inizio dell'inverno (da qui il nome antico della festa: Samhain, dal gaelico Sam, estate e Fuin, fine - si pronuncia "Sewìn") e l'avvento del nuovo anno in una concezione ciclica del tempo propria delle civiltà agricole.
Dancers_trLa sacralità di questa notte era dovuta al fatto che si riteneva fosse esattamente a metà tra il vecchio e il nuovo anno e pertanto si trovasse come fuori dal tempo e momentaneamente distolta dalle leggi di natura. Pertanto in questa notte il velo tra il mondo dei vivi e il mondo degli spiriti si assottigliava ed essi potevano entrare in contatto tra loro.
Era questo il momento in cui ricongiungersi, perciò, alle anime dei propri cari defunti, ingraziarsi le creature fatate e praticare arti magiche e di divinazione. Se dunque avevate pensato a una sorta di "notte dei morti viventi", no... siete fuori strada, avete visto troppi film horror.
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In seguito all'avvento del cristianesimo, restando fortissima la partecipazione a questo culto pagano, Papa Gregorio III (o L'Ordine di Cluny, ma a voi chevvefrega chi è stato, dico io) decise di spostare in questa data la festa d'Ognissanti, istituita da Papa Bonifacio IV in commemorazione dei martiri della fede, originariamente il 13 maggio.
Ben presto la fusione tra i due culti fu totale e le tradizioni si mischiarono, fino ad arrivare al magnifico papocchio interculturale con cui dovete fare i conti voi adesso.

4) Se v'intrigano queste cose, sappiate anche che Samhain è considerato anche il capodanno esoterico e dunque è il più importante Sabbat della Ruota dell'Anno per i Wiccan (cioè le streghette e gli stregoni de 'noartri).
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TRADIZIONI DI HALLOWEEN

1) Mascherarsi. Per cortesia non fate la boiata amméricana di travestirvi: loro compensano in questo modo la mancanza del buon caro Carnevale (la cui tradizione ci arriva da un popolo, guardanpo', emisfericamente opposto ai Celti, gli antichi Egizi... ma di questo si parlerà a suo tempo, se ne avrò voglia) tradendo, così, la tradizione dei propri avi.
Mascherarsi significa frapporre tra il proprio volto e il resto del mondo una maschera, e questo per proteggersi: se guardando il volto di una persona si può leggere nella sua anima, è chiaro che in una notte dove si suppone agiscano forze così potenti è meglio tutelarsi. Ma sobriamente direi, visto che comunque è una notte di comunione spirituale con chi ci ha lasciati (vi pare bello accogliere il nonno buonanima vestiti da dracula?!)
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2) Dolcetto o Scherzetto (trick or treat). Avete un bell'immaginarvi bimbetti e caramelline ma qui non c'è niente da ridere. Abbiamo detto che ad Halloween si possono fare bellissimi o bruttissimi incontri... diciamo in generale che con le creature fatate non si sa mai. Così gli antichi celti per tutelarsi da eventuali scherzetti di pessimo gusto da parte di folletti, spiritelli e compagnia bella (come la morte del bestiame o la scarsezza di raccolti) usavano offrire dei piccoli doni (mele, noci etc.) posandole ai piedi degli alberi o fuori delle loro soglie.
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3) Jack O' Lantern. Per chi non lo sapesse, è la famosissima zucca intagliata e illuminata con una candela. Deriva da una storiella irlandese: questo Jack era noto per i suoi scherzetti e una volta riuscì anche a gabbare il diavolo, facendolo spaventare al punto di farlo salire su di un albero alla cui base incise una croce. Ora il diavolo non poteva più scendere e Jack chiese, per restituirgli la libertà, di non entrare mai all'inferno. Così si diede a commettere un sacco di peccati credendo di restare impunito ma quando morì, si ritrovò a non poter entrare all'Inferno ma neanche in Paradiso. Così intagliò la sua zucca e vi pose dentro una candela per illuminare il cammino alla ricerca di un posto dove riposare in pace. Il problema è che nella notte di Halloween egli potrebbe credere che quel posto è casa vostra. Per evitare cotanto vicino (giacchè di rompiballe avete già il condomino di sopra) mettere una lanterna fuori della vostra casa indicherà a Jack di passare oltre.

samhain2 4) Jack O'Lantern/2. In realtà questa tradizione da un lato si motiva come protezione della luce dalle forze oscure (la faccia intagliata deve essere spaventosa per questo), dall'altro si ricollega al rito di spegnimento e riaccensione del fuoco, che avveniva presso la celeberrima collina Irlandese di Tara a Samhain da parte dei druidi, simbolico, appunto, della morte dell'anno vecchio e della nascita di quello nuovo. Perciò è anche tradizione accendere candele di ogni tipo, farle pregne di essenze perché si carichino di energia  (da rilasciare poi tutto l'anno, meglio di un Arbre Magique) e utilizzarne il fuoco per bruciare un qualcosa dell'anno vecchio che volete lasciarvi alle spalle e che avrete scritto su di un pezzetto di carta

5) Jack O'Lantern/3. Come s'intaglia una zucca? Per esperienza vi posso dire: ce vo' na bella salute. E minimo 3h di tempo + 1 per pulire lo sfacelo che avrete fatto in cucina.
step 1 - Procuratevi una zucca soda e di medie dimensioni, non troppo segnata. Che sia arancione, meglio prenotarla per tempo (io una volta la trovai solo verde e la dovetti dipingere... non vi dico che orrore).
step 2 - Scegliete il punto in cui fare la faccia e con un pennarello disegnatela. Scegliete segni triangolari, sono più facili e fanno una faccia se non cattiva almeno sardonica. Tracciate anche le dimensioni del tappo , di diametro medio, intorno al picciuolo (che io lascio perchè trovo grazioso e fa da manico naturale)
step 3 - Con un coltellino da incisione partite proprio dal tappo. Nel tagliare,  abbiate cura di  non incidere dritto ma di traverso come a formare un cono con la punta all'ingiù.  Solo così avrete speranza che il tappo regga senza sprofondare all'interno, schiattare la candela e schizzare un appiccicoso e rovente mix di cera e zucca dappertutto.
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step 4 - Passate a incidere occhi, naso e bocca e poi... svuotate la zucca, prima di tutti i semi (a mani nude) poi con un cucchiaio la polpa molle e poi con un pelapatate fate il lavoro di fino in maniera da creare un ambiente vuoto e non troppo umido. Tirate via tutta la zucca, lasciate meno polpa possibile: otterrete un risultato migliore e più materiale da cucina (non vi azzardate a buttare lo scarto, ci potete cucinare 10.000 delizie mmm)
step 5 - Lasciatela seccare all'aria per almeno un ora e rifinite i bordi del volto con un pennarello nero per avere un effetto maggiore. Poi metteteci dentro una o più candele accese et voilà (voilà un sasiccio, è una faticaccia)

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6) Divinazioni e Magia. A questo punto se non avete capito perché questa è la notte adatta per fare ogni tipo di magia (almeno provarci, ma non fatevi troppo male) e per farsi leggere la mano, i tarocchi etc. ...significa che non siete stati attenti, e non ve lo rispiego.

7) Meditazione e Purificazione. In considerazione del fatto che questa potrebbe essere  la fine di un anno, la cosa più simpatica, economica e salutare che potete fare è mangiare cibi naturali per purificare le energie del vostro corpo in questo momento così carico (se ci credete, sennò infilate due dita nella presa e più o meno otterrete, con più dolore, lo stesso effetto) e passare la notte in veglia, cercando di fare un piccolo bilancio della vostra vita fin qui, circondati da cose del passato che volete ricordare e cose che volete, invece, dimenticare.


MUST HAVE DI HALLOWEEN

samhain 1) Chiaramente, la zucca

2) Qualcosa di arancione, qualcosa di nero e qualcosa di rosso

3) Dell'incenso e qualche candela (circondate da un bel buio, o al massimo luci soft)

4) Musica calda e rilassante

5) Delle mele, da aprire tagliate a metà per la larghezza in modo da mostrare ai vostri amici che al suo interno c'è una stella (pentagono che fa della mela il frutto sacro per eccellenza come la Genesi pur c'insegna o, se preferite, mirabile espressione della natura) e da deporre nel giardinetto sotto casa per ingraziarvi le fatine suburbane o, se preferite, una quantità di bestie randagie

6) Un animale ciacione da coccolare

7) Qualcosa del vostro passato

8) Un vestito con cui indosso vi sentite perfettamente a vostro agio o che rappresenti ciò che volete essere

9) Qualche piccolo oracolo o giochino di divinazione

10) Un po' d'allegria e un po' di melanconia

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L' Halloween perfetto?!  Mandate affanculo qualunque festa in locali o discoteche, riunitevi con gli amici più cari vicino al fuoco o circondati di candele e incensi, bevete un po' di buon vino e mangiate torte di mele, brownies, castagne e noci; rispolverate qualche vecchio diario di quando eravate a scuola e lasciatevi prendere per il culo, fatevi leggere i tarocchi e, ugualmente, lasciatevi prendere per il culo... poi fermatevi per un secondo a pensare a chi non c'è più ma senza pianti e strepiti: dolcemente, ricordando le cose belle vissute assieme... adesso guardate la fiamma della candela: se è azzurrina magari sono tornati a darvi un bacino sulla guancia. A questo punto rimanete a parlare finché non crollate l'uno sull'altro sul divano.
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Non è stato magico?!

MScar @ 18:49 | commenti (popup) | commenti
giovedì, 25 ottobre 2007 | in : me myself and i
dali-pods
OTTIMISMO è sperare che un'intera playlist entri nella memoria del nuovo iPod nano senza che per qualche motivo si rifiuti di aggiornare il 70% delle tue canzoni preferite di sempre; FELICITA' è scoprire a sorpresa che, non ostante tutto e senza un lamento, ci è entrata l'intera discografia di Loredana Berté :D
MScar @ 18:40 | commenti (3)(popup) | commenti (3)
mercoledì, 17 ottobre 2007 | in : essere snob è fatica ingrata
A-StyleIn principio era una strana virgola orizzontale, che poi rimandava all'ala della Nike di Samotracia, Nike, Vittoria... quando ancora si pronunciava alla greca e non all'americana: naikE fin qui.

Abituata a marchi di ogni tipo non potevo certo scompormi dinanzi ad una curiosa A con due puntini in alto, marchio di stile in campo giallo.
Poi qualcuno un bel giorno ha deciso di aprirmi gli occhi e farmi notare quello che, ahimè, non avevo ancora compreso: non di a puntinata trattasi ma di un tizio che s'ingroppa una tizia, in stile segnale stradale.

Eccomi dunque a riflettere su quanto a volte io possa essere ingenua... eppure la verità non mi ha aperto scenari migliori, ovunque prima vedevo un segno grafico curioso ora vedo una gran volgarità.

La stessa persona che mi ha segnalato l'evidenza, sottolineava poi come fosse sgradevole osservare codesta "dichiarazione d'intenti" addosso ad una ragazza... a mio parere non c'è però poi tanta differenza tra  la magra figura di una signorina  che proclami al mondo, su di un capo d'abbigliamento, la sua  disponibilità a farsi montare (i  malpensanti direbbero: troia) e un  fanciullo che proclami al mondo la sua disponibilità a montare (i malpensanti direbbero: cavernicolo)...

Fuor d'ogni moralismo, non è che l'atto sessuale in sé sia condannabile ma certo è cosa intima, e renderla marchio significa farne simbolo... il problema è però... simbolo di cosa?
Che tipo di gente è quella che si identifica in un'immagine di sesso esplicito indossata nella quotidianità?

Probabilmente non è che l'ennesimo episodio di superficiale banalità, per la quale se un qualcosa "si porta" lo "si porta" tutti insieme, in branco, senza interrogarsi troppo su quale messaggio si sta esponendo, senza chiedersi se ci si riconosce o meno in esso (tema esplorato in modo interessante dalla pop art, basti solo pensare alla sovraesposizione di ritratti famosi come il Che o Marylin che diventano icone commerciali, vuote di senso).

alex1024 Cosa curiosa, ad alcune riflessioni ci si arriva per "sovrapposizione".
Confesso che la scoperta della A non sarebbe bastata a farmi scrivere un post: sono anche io, come tutti, piuttosto impermeabile a certe iniziative commerciali... se non che oggi pomeriggio, prima che iniziasse la fascia dei cartoni animati, mi sono ritrovata a vedere la pubblicità di capi d'abbigliamento marchiati "Arancia Meccanica", con un piccolo Alex stilizzato stile cartoon.

Leggermente disgustata dall'idea di proporre come modello per dei ragazzini (che non capiscono niente di cinema, figuriamoci di Kubrick che per loro, è il nome di un regista figo, che "si porta", appunto) un personaggio passato alla storia per la sua irragionevole violenza, vado, non paga, sul sito della marca a leggere che:

I colorati capi di Arancia meccanica che hanno a simbolo la bombetta di Alex e dei suoi Fratellini, accompagneranno la famiglia più popolare e meno politically correct degli anni '90 (...) Lo "Street Style" accattivante reinterpreta in chiave ironica e caricaturale la tendenza ultraviolenta di Alex  e della sua banda. D'altronde Arancia Meccanica non vuole dare un cattivo esempio di vita: ma in fondo, ognuno di noi è stato almeno una volta un'eccezionale ragazzaccio di strada. E allora non ci resta che indossare Arancia Meccanica!

Sarà lo stile rassicurante-comprensivo della promozione, ma per me definire uno stupratore assassino un "ragazzaccio di strada" mi risulta molto più Horror dell'horror intrinseco al film, puro quello, rispetto a questo "lancio pubblicitario", e quasi innocente come una pecorella.

Dunque le famiglie italiane dovrebbero indossare "Arancia Meccanica" per essere popolari (popolari?! what does it means?!) e politically scorrect (come sopra)... in realtà guardando la collezione ti rendi conto che tutta sta' provocazione di bassa lega non è che per pubblicizzare na squallida serie di felpe e maglie stropicciate in stile metro-hip-hop / proto-emo con su scritti degli slogan (indubbiamente "fighi") tratti dal film.
Nulla di più conformista, buonista, terribilmente scontato, roba da primo giorno di scuola e, qualitativamente, robaccia.

Ora,  a parte le considerazioni inerenti la rozzezza della suddetta strategia di marketing, ciò che mi chiedo è: se si suppone di pescare tra i ragazzi che vogliono sentirsi (o almeno dare l'idea di essere) dei disadattati, perché c'è (e a quanto pare, se si sviluppa un mercato, c'è) questa volontà di apparire così, fatta salva poi la quotidiana razione di Tronisti e latte-con-biscotti-del-mulino-bianco-preparato-da-mammà?!

L'essere un po' maledetta è sempre stata una prerogativa della giovinezza (ridondante frase che mi fa sembrare una vecchia bacucca, evvabbè) ma non è che qui tra efferati delitti portati in TV e scevrati con la curiosità di un gossip finisce che il crimine non solo paga ma si fa pagare, e anche caro?!

Un numero di Panorama di circa tre mesi fa sollevava la questione... l'apparizione, sempre più definita, di un nuovo trend: la ribalta dell'antieroe.

In una società dove si apprezza il vincente comunque sia arrivato a far parlare di sé (ovvero abbia accepito l'unico vero status nobiliare del nostro secolo: la popolarità -termine che ritorna inquietantemente tra queste righe, ahiahiahi), la questione del se ci sia arrivato per meriti o per demeriti diventa quasi irrilevante, così come appare sfumarsi il confine tra ciò che identifica positivamente o negativamente le persone purchè, in qualunque modo, le etichetti portandole a riconoscersi tra gli altri riconducendole ad un modello, non importa quale.

InsegnaLaddove caricarsi di senso sembra storicamente essersi rivelato un passo falso (non per nulla si parla di "morte dell'ideologia") ecco che significare, nel  nostro tempo, diventa più importante di che cosa significare; da significanti le persone s'introiettano verso l'essere puri significati, significati di nulla; (vale anche per la politica, dove essere comunisti o fascisti o liberisti è un must, indipendentemente dal capire e riconoscersi nel comunismo, nel fascismo, nel liberismo etc).
Da contenitori di simboli si diventa così segnali, evidenti e uguali a sé stessi proprio come segnali stradali, che restano in piedi anche dopo anni e anni ad indicare strade... ormai perdute.

MScar @ 23:02 | commenti (6)(popup) | commenti (6)
PD
lunedì, 15 ottobre 2007 | in : son cose che capitano, essere snob è fatica ingrata
bandiera.italiana"Tutto sarà meglio, mi creda, Eccellenza. Gli uomini onesti e abili potranno farsi avanti. Il resto sarà come prima."(...)
Molte cose sarebbero avvenute, ma tutto sarebbe stato una commedia; una rumorosa, romantica commedia (...). Questo era il pese degli accomodamenti(...).
Volete soltanto prendere il nostro posto. Con dolcezza, con buone maniere, mettendoci magari in tasca qualche migliaio di ducati. (...) 'Perchè tutto resti com'è.'  Come è, in fondo: soltanto una inavvertibile sostituzione di ceti.
Giuseppe Tomasi Di Lampedusa  -  Il Gattopardo
MScar @ 13:21 | commenti (5)(popup) | commenti (5)
lunedì, 15 ottobre 2007 | in : me myself and i, greetings
Pescocostanzo
















Tanti auguri Amore mio.
MScar @ 11:01 | commenti (1)(popup) | commenti (1)
giovedì, 11 ottobre 2007 | in : me myself and i, giochemus, essere snob è fatica ingrata
cluedo

















Attenzione: tutti i fatti qui riportati sono assolutamente veri.

Inizialmente non volevo crederci: non è nella mia natura essere sospettosa.
Eppure devo arrendermi all'evidenza dei fatti e affermarlo pubblicamente: qualcuno sta tentando di uccidermi.

A beneficio della polizia che potrebbe trovare il mio cadavere da un momento all'altro, passo ad elencare i sospetti:


perstr


 
Il Personal Trainer Killer, a furia di addominali squartanti, col pallone, in palestra.


camass


La Cameriera Assassina, con uno scorpione vivo tra i vestiti, nell'armadio (giuro che è vero, giuro che abito in città e non vado per scampagnate da secoli... ah, e giuro che i vestiti li lavo).


televisore

Il "Pubblico Sovrano" de L'Isola dei Famosi, con il voto che caccia Malgioglio condannandomi alla noia mortale post-studio delle 19.30,  nel salotto.
MScar @ 10:40 | commenti (2)(popup) | commenti (2)
mercoledì, 03 ottobre 2007 | in : me myself and i, zumpappàzumpa
garbageDa qualche tempo è uscita la prima greatest hits dei Garbage, la mia band preferita di sempre.

Festeggiano così 13 anni di successi ed io, che non mi sono persa nemmeno uno tra loro cd, singoli, registrazioni dal vivo e paccottiglia varia, ne approfitto per fare il bilancio.

U.F. '94... cacchio, una bambina!
Ma come ti fanno a piacere i Garbage a 12 anni, dico, devi essere una spostata per fare di Queer la tua canzone preferita.

E in realtà, diciamolo, disadattata lo ero non poco... e disperata,  e confusa.
Ora sono presumibilmente ancora un po' di tutte queste cose ma in modo più edulcorato, pronto ai compromessi di una vita piacevolmente egoista e borghese: Courtney, Deborah, Cindy, Annie e le altre... sono tutte invecchiate, hanno messo su famiglia pure loro.

Vorrei capire, se allora sono diventata così grigia -o magari così rosa, che è peggio-, come mi facciano a piacere ancora i Massive Attack e i Depeche Mode, e come tutto questo conviva in armonia con Ella Fitzgerald,  in me, adesso.

Maturità, parola strana.

Cambio io e cambiano pure le prove della vita: quand'ero "dura e pura" sembravano cadermi addosso come macigni per cui le dovevo sbriciolare di potenza, a pugni in alto... e adesso che tengo le braccia abbassate affidandomi a corazze-faccia di gomma, sembrano più lunghe e sottili, come spilli acuminati in grado di penetrare qualunque cosa... e io mi ritrovo a verificare quanto ho dura la pellaccia, quanto posso sanguinare, quanto a lungo, resistendo e continuando col sorriso sulle labbra a inghiottire chili e chili di quotidiano stress, potrò imputridire dentro senza corrompere il bel rosa dell'incarnato.

Shirley Manson continua a urlare nella cuffia ricordandomi che alla fine la Gran Rabbia, il nemico, è sempre lì che non mi abbandona un attimo, sono solo io ad essere diventata più labirintica per incanalarla meglio, perchè non mi faccia esplodere... ma a volte finisco anch'io per perdermi e non so più chi sono, cosa voglio, se la felicità che sto cercando di costruirmi, la solidità economica e tutte queste belle cosine annesse non siano che altro la morte per soffocamento di quella cosa sola ma splendente che a un certo punto della mia vita ero diventata.

E' pur vero che splendere in un buio totale è inutile, fallimentare di per sé, così com'è vero che questo è uno sfogo degno di un'adolescente in sindrome premestruale dopo che il ragazzo l'ha mollata, e che io manco di tutti e tre questi requisiti: è un senso di rimpianto inutile quello che mi prende, dovuto a una paura fottuta per quello che mi aspetta e a qualche delusione rimasta sullo stomaco.

In realtà non è cedendo alla normalità che mi comprometterò e, quanto è vero Iddio, essere cattive è molto più facile a volte, terribilmente allettante... pure il momento di essere sereni, di non aver il terrore di volerlo e poterlo essere, è arrivato. Le difficoltà dell'Hyper Pop, evidentemente, seguono al Punk un po' per tutti quelli che del passato serbano ricordi agrodolci... incredibile: in Tell me where it hurts sembra di sentir cantare Chrissie Hynde.

(Ah, e già che siamo in tema di musica... ai Tokyo Hotel e a tutte le altre creaturine incrocio-genetico tra Britney Spears, i Take That e quel che resta di David Bowie... siete tutto e niente, un'accurato melange orecchiabile di tipo nostalgico-barocco-alternative, roba da teenager che in fatto di musica devono magnà pane e che nella migliore delle ipotesi se arriveranno a capirne qualcosa ripenseranno a voi come dolci errori di gioventù... siete carucci, questo si... ma comunque oggi sono di buon umore per cui... andate affanculo và!)
MScar @ 17:55 | commenti (1)(popup) | commenti (1)
martedì, 02 ottobre 2007 | in : greetings, la quarta scimmietta
gandhi_sw Mai come in questo periodo va ricordato, nel giorno della sua nascita, quest'esile omino che con la sua semplicità e poche parole in bocca (Verità, Amore, Consapevolezza, Dignità, Non Violenza... oggi logorate per l'uso spesso distorto che se ne fa) ha vinto battaglie enormi e trasmesso un messaggio spirituale, politico, educativo alle generazioni che gli sarebbero succedute.

Sta a noi adesso.
Intanto, l'ONU ha fatto di questa la Giornata Internazionale Della Non Violenza... tutto molto bello ma purtroppo in pieno contrasto con tutto quello che l'ONU non sta facendo in quei paesi dove non c'è bisogno solo di vuote parole.

Ecco un contributo del movimento non violenti sul tipo di protesta portato avanti dai monaci birmani.

Questo soltanto, oggi, penso sia davvero atto a celebrare degnamente gli insegnamenti di un così Grande Maestro,  il Mahatma Gandhi.
MScar @ 13:31 | commenti (1)(popup) | commenti (1)
lunedì, 01 ottobre 2007 | in : chapeau, essere snob è fatica ingrata


Distruggi, David, distruggi!
Oh, adoro questo show.
MScar @ 11:40 | commenti (1)(popup) | commenti (1)