
Film e cartoni animati su bambini svedesi/norvegesi (evidentemente un bambino nordico E' un bambino felice per definizione). Film-scartine degli anni sessanta (come dice mia nonna: "hanno raschiato 'o cascettone"). Repliche di serie TV anni ottanta-novanta a palla (Xena, Baywatch... si salva solo Miami Vice per l'attenzione paranoica -e blu- ai dettagli di Michael Mann -se non altro una gioia per gli occhi, anche il protagonista Don Johnson) e l'immancabile Jessica (che però è un' all-season: estiva, invernale... tecnicamente un riempibuchi ideale, meglio dell'Ispettore Colombo). Poi arriva il match legale, ovvero Forum e la sua scopiazzatura rai nella stessa fascia oraria con l'immancabile giudice stile americano ed i casi umani dinanzi a lui più il pubblico, i sassolini, gli opinionisti e compagnia bella (adesso anche gli avvocati rimediati alla CEPU). Di seguito una raccolta sentimentale di serie TV di successo di sei anni fa (minimo) o di poco successo dell'anno scorso (ritenta, sarai più fortunato). In alternativa, la telecronaca in diretta minuto per minuto del G8 (variabile indipendente di questo luglio muffito) manco fossero i mondiali (Obama è di certo il più gettonato: Obama ha tirato a canestro/ Obama si è messo il dito nel naso... seguono le Frist Lady) con tutti, allegramente, portati in mezzo alle macerie con codazzo a seguito stile red carpet sanremese (Berlusconi in effetti sta pensando di ricostruire Onna 20 km più avanti lasciando questa attuale esattamente com'è convertendola in parco a tema "poveretti questi abruzzesi, commuovetevi e sganciate i soldi" per Capi di Stato in visita) e se non basta, da ora di pranzo in poi, TG, TG, TG e repliche di TG (in genere i servizi di costume che fanno tanto "allegria"). Poi il vuoto cosmico del pomeriggio, la cui espressione ideale é nella faccia da babbà spugnato di Dawson (da non sottovalutare anche le crudelissime "favole ungheresi" in cartoni animati su raitre, dove i protagonisti finiscono a volte anche incaprettati e subiscono violenze psico-fisiche intollerabili così come in ogni favola slava che si rispetti -ma il MOIGE non se n'é accorto: SHHHHHH). Finalmente il pomeriggio sportivo con interminabili sequenze di ciclisti (più pompati dei cavalli) che faticano a bestia su salite interminabili di montagna (come non ci si può addormentare vedendolo è mistero.... o forse è quello il vero scopo, così si resta ronfanti di fronte alla TV, facendo audience inconsapevole ma pur sempre audience) e a seguire tutta la collezione di quiz televisivi sfigati o in test prima di essere lanciati davvero (orribile in proposito la riedizione più faRsa che mai di Sarabanda in mano a Mammuccari: ovvero la pena di una pena) che ti trascinano inesorabilmente fino al prossimo TG. A quel punto non resta che scegliere: filmone di successo classico che hai già visto trentacinque volte, filmone di successo d'antan che tua mamma ha già rivisto trentacinque volte e tu un po' meno (perché è meno generazionale, signora mia) o fiction passabile rimandata alla programmazione estiva per oscuri motivi (bacchettoni) di politica di rete? Non importa, tanto alla fine arriva sempre il filmetto zozzon-godereccio anni settanta in seconda serata: un pilastro evergreen del palinsesto estivo che dà fiato (eufemismo) a tanti maschietti oberati dal famil-buonismo di prima serata, che col caldo raddoppia in zucchero. Resistete ancora svegli davanti la TV? allora è il momento del trash notturno: si riescono addirittura a beccare i programmi musicali in replica dell'ottantadue (quando io nascevo) con Donatella Rettore inversione psichedelica.
Insomma: TV estiva, gusto chinotto.








































