Succede che ieri sera facendo una pausa dal lavoro finisco su MTV dove trasmettono nientepopòdimenoché il concerto a Wembley dei Queen.Finisce che mollo le carte dell'esame, mollo la preparazione della cena... in pratica mollo qualsiasi cosa e mi azzecco allo schermo con la musica a palla (suppongo che i vicini con i bimbi piccoli da mettere a letto mi abbiano davvero amata ma, beh, se lo meritano: sbagliano loro a non impostare l'educazione della prole su solide basi rock).
Così oggi ho pensato di riproporvi un pezzo che scrissi tempo fa sul mio mito (quello che se penso che è morto ancora mi salgono le lacrime agli occhi) tempo fa, in occasione delle celebrazioni per i (mi pare) quindici anni dalla sua morte.
Ma che ci vuoi fare, Farrokh, questi sono tempi strani. Chissà a quest'ora cosa ne sarebbe stato di te, magari alla fine ti avrebbero tagliato fuori dallo show business solo perchè fai di cognome Bulsara e se poi volevi un posto dove smalitre i sessant'anni in santa pace di tornare in patria manco a parlarne, nella tua (amata?/odiata?... certamente bellissima) Stone Town oramai ti avrebbero preso a sassate... non lo sai? dal 2004 l'omosessualità è vietata per legge a Zanzibar, anche se c'è un bar che porta il tuo nome.
Ma figurati, a te che te ne frega ormai, Farrokh? Tu sei già oltre tutto questo, e magari lo eri anche quando cantavi a voce spiegata accanto a Monserrat Caballè "Exercises in free love", l'orgasmo più dolce, potente e meraviglioso che si sia mai osato mettere in musica... La malattia del nostro secolo ti ha scagliato da qualche parte veloce come una stella (chissà chi cazzo ti eri scopato eh? "mr. bad guy"...) e ci hai lasciato nei nostri bei casini così antichi (non dirmi poi che le guerre di religione e la discriminazione sono attuali, proprio tu, che sei nato in un ex porto di schiavi) senza più tue nuove canzoni, da pompare in macchina quando il cuore davanti la strada va al massimo, ma proprio al massimo, ed un istante quando lo spirito va a 100.000 km/h può diventare infinito... Io non so perchè ma tu potevi sentire tutto questo e lo mettevi in musica. Nessuno dopo di te. Nessuno mai.
E si sapeva nel mondo che tu eri speciale... la gente non è fessa Farrokh, per questo ti ha amato come eri, nello scandalo e negli eccessi ma -vaffanculo!- tu eri grande!
E adesso i tuoi che fanno? Continuano a incidere album dove inseriscono registrazioni-ghost della tua voce prima che morissi, mandano avanti tournée commemorative, cercano qualcuno che canti le tue canzoni al posto tuo, magari tra gli altri illustri, come Elton o George... ma non si può, e loro lo sanno di essere solo dei claun senza di te a questo punto, dei bravissimi claun che cercano di mandare avanti lo show.
Così anche stavolta prepareranno una grande festa... te si fatt viecch', Farrokh... lo sai? hai la stessa età di Bush. Ma io sono convinta che gli anni te li saresti portati meglio tu: magari ti cadevano quei dentoni giganti che tenevi davanti e finalmente con la protesi diventavi bellissimo, una vera regina... eppure, pensa te, proprio a Zanzibar hanno vietato di festeggiarti: dicono che ad Allah ci sta più simpatica Al-Qaeda ma io non ci credo tanto: prima di tutto l'Africa ha la memoria un po' corta se non si ricoda la tua entrata in scena al "Live Aid", e poi secondo me nel giardino con le mille vergini, o verginielli, o tutt' cos'... a spassartela ci stai meglio tu.
Pure se io e te non ci frequentavamo tanto, anzi, per essere precisi, non ci siamo mai manco incontrati, ti sembrerà strano ma qualcosa ci lega: il 5 settembre 1991 io avevo otto anni e perlomeno da tre eri il mio cantante preferito (grazie a papà mio che mi ha "educata" bene); ho aperto il giornale a caso e ho riconosciuto la tua foto, ho letto che eri gay (e che cavolo significava?!) e che eri morto. Così ho ripensato alle tue canzoni ed ho pianto un po'. Era la prima volta che piangevo per la morte di qualcuno e quel qualcuno eri tu. Poi sono tornata a giocare: niente di grave nell'economia dell'universo, ma io me lo ricordo che è stato importante. Forse perchè in fondo ero un po' innamorata, e magari ancora non mi è passata. Che ti devo dire? Sarà che avevi un nome d'arte stellare che faceva tanto "wow" (le bambine di otto anni sono sensibili a queste cose), sarà che in fondo un po' di quella tua velocità, di quella superpotenza da anni ottanta mi è rimasta dentro, ma in mezzo a questo momento così lento, così pff... "revival-mediocre-del-medioevo"... Freddie Mercury, un po' mi manchi.



















































