
Il
post precedente mi porta a questo qui.
Magari si è capito che l'
arte moderna è una mia
passione -per quanto
non sia un'esperta eh- per cui, in tema di ritrattistica, volevo proporvi l'opera di una coppia di fotografi svizzera,
Mathias Braschler e Monika Fisher.
Ne parlo per sottolineare quello che mi pare un
paragone interessante: infatti mentre il
kitsch di
Paolo Schmidlin riproduce le fattezze di un personaggio noto
estremizzandole e utilizzando per questo la matericità tipica della scultura -a bella posta "patinata" anch'essa,
in porcellana-, la coppia svizzera riproduce invece sempre fattezze di personaggi famosi (in questo caso calciatori) riportandoli però con
semplicità massima alla dimensione di
persone i cui volti sono in grado di riflettere il momento storico e sociale (a questo proposito vedete anche il
resto del loro portfolio, dove gente di tutti i giorni viene ritratta nel suo contesto quotidiano o "d'elezione" ma denso di
epicismo).
Insomma, l'idea che ne ho è quella che queste foto facciano lo stesso "lavoro" della scultura d'altri tempi, e penso a quei
capoccioni celebrativi di gesso o marmo ottocenteschi i cui volti oramai non riusciamo più a collegare a nulla ma che ci trasmettono un po' lo
"spirito" del loro tempo (e questo intento lo trovo proprio esplicitato nella collezione
"white", la più bella di tutte per me).
E'
preferibile questa forma espressiva di meno "scalpore" e più elegante rispetto all'altra? ma l'altra è più o meno
seria? meglio la
provocazione di rottura o la
rivisitazione classica?
Susu...
dibattiamo!