
Tanti auguri, inossidabile vecchietto.



E dopo quello di una vita, non resta che augurarle (di nuovo) buon viaggio.
Faccio un update in seguito ad alcune riflessioni fatte in questi giorni.
Io credo che la morte di Fernanda Pivano sia simbolica: essa decreta la fine di un periodo in cui ancora la parola America suggeriva novità -una realtà con cui confrontarsi e non da imitare pecorescamente- e nella quale poter essere intellettuali senza diventare intellettualoidi, dirsi comunisti pur criticando la letteratura filostalinista e partecipare a movimenti sociali senza prendere su sé l'ombra di interessi altri dietro le proprie scelte. L'approccio antiaccademico della Pivano, le sua capacità di scoprire nuovi talenti e promuoverli più di quanto riuscisse a fare con sé stessa, la modestia nel raccontare incontri con personaggi tali che in altri avrebbero suscitato vanterie senza fine narrandone con semplicità e simpatia facevano di questa donna un unicum nei nostri tempi vanagloriosi e frivoli, residuato storico di un'era in cui forse più importante era essere... sulla strada, sulla cresta dell'onda, laddove c'era il movimento e le menti migliori, dedicandosi alla diffusione di modi alternativi di vedere la realtà nell'italietta un po' chiusa e borghese del boom ed anche in seguito.
La morte della Pivano dovrebbe dunque spronare il mondo culturale italiano ad un'operazione gianica: puntare avanti guardando indietro, un po' prima degli anni ottanta, ad un clima di fervore intellettuale sano e non autocelebrativo e del tutto ripiegato su sé stesso, completamente fuori della realtà. Se ci rimettessimo noi su quella strada, forse la rimpiangeremmo un po' meno.
Questa chicca meravigliosa è via Perez Hilton (ogni tanto questo blog attinge anche dalle "star")
Duro affondo di Veronica Lario sull’uso delle candidature delle donne che a suo avviso si sta facendo per le elezioni europee. La moglie del presidente del Consiglio definisce “ciarpame senza pudore” le donne indicate come possibili candidate per il Pdl alle elezioni europee. “Voglio che sia chiaro - spiega - che io e i miei figli siamo vittime e non complici di questa situazione. Dobbiamo subirla e ci fa soffrire”. “Quello che emerge oggi attraverso il paravento delle curve e della bellezza femminile, è la sfrontatezza e la mancanza di ritegno del potere che offende la credibilità di tutte le donnè’. ”Qualcuno - osserva Veronica Lario - ha scritto che tutto questo è a sostegno del divertimento dell’imperatore. Condividò’. (Agr)
Essì, lei un po' mi mancherà.

La foto più carina che ho visto ultimamente sui giornali "di cronaca rosa" (o almeno così li si chiamava un tempo, alè) che accompagnano le mie mattine da bagnante (cioè nel bagno di casa, qua vacanze...) è questa di Jim Carrey che, uscito con la compagna a farsi una passeggiata sulla spiaggia, viene circondato da paparazzi, così va appositamente a "cambiarsi" per ritornare a passeggiare tranquillamente ma conciato così.
La serie Brothers & Sisters ha esordito su raidue da appena due giorni e già ne sono assolutamente pazza. Sarà il cast stellare (Sally Field! Ron Rifkin!), sarà che ci recita una strepitosa Rachel Griffiths -una delle mie attrici preferite di sempre- e già questo, da solo, sarebbe un buon motivo. Ma la grande saga familiare, i contrasti politici tra repubblicani e democratici in una famiglia dove finalmente si parla di politica, i temi più delicati del paese -la guerra in Afghanistan, le derive familiari, i crack finanziari post follie anni '80- trattati da questo punto intimista, insomma: mi piace, ma tanto, tanto,tanto.
E non è facile, eh.
Succede che ieri sera facendo una pausa dal lavoro finisco su MTV dove trasmettono nientepopòdimenoché il concerto a Wembley dei Queen.