venerdì, 02 ottobre 2009 | in : me myself and i, greetings, chapeau









Tanti auguri, inossidabile vecchietto.
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martedì, 01 settembre 2009 | in : me myself and i, chapeau, son cose che capitano, lacrimuzza



S'è fatta vecchia, ormai.
La lampadina a incandescenza, quel delicato filamento di tungsteno che se n'evaporava via lentamente, uso dopo uso, per poi spezzarsi (abbiamo un po' quest'angoscia atavica, che la luce finisca -si consumi) s'è spenta.
Beh, non vorrei essere nostalgica ma se da quando sei nata usi una cosa vecchia di duecent'anni e poi te la lasci definitivamente alle spalle, un po' d'impressione ti fa.
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giovedì, 27 agosto 2009 | in : chapeau, son cose che capitano, mare mostrum, lacrimuzza, alluce scassato

Questa vignetta è meravigliosa e non fa ridere.
Il meno fortunato di Paride Puglia
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giovedì, 20 agosto 2009 | in : chapeau, lacrimuzza

Fernanda Pivano

E dopo quello di una vita, non resta che augurarle (di nuovo) buon viaggio.

Faccio un update in seguito ad alcune riflessioni fatte in questi giorni.

Io credo che la morte di Fernanda Pivano sia simbolica: essa decreta la fine di un periodo in cui ancora la parola America suggeriva novità -una realtà con cui confrontarsi e non da imitare pecorescamente-  e nella quale poter essere intellettuali senza diventare intellettualoidi, dirsi comunisti pur criticando la letteratura filostalinista e partecipare a movimenti sociali senza prendere su sé l'ombra di interessi altri dietro le proprie scelte. L'approccio antiaccademico della Pivano, le sua capacità di scoprire nuovi talenti e promuoverli più di quanto riuscisse a fare con sé stessa, la modestia nel raccontare incontri con personaggi tali che in altri avrebbero suscitato vanterie senza fine narrandone con semplicità e simpatia facevano di questa donna un unicum nei nostri tempi vanagloriosi e frivoli, residuato storico di un'era in cui forse più importante era essere... sulla strada, sulla cresta dell'onda, laddove c'era il movimento e le menti migliori, dedicandosi alla diffusione di modi alternativi di vedere la realtà nell'italietta un po' chiusa e borghese del boom ed anche in seguito.

La morte della Pivano dovrebbe dunque spronare il mondo culturale italiano ad un'operazione gianica: puntare avanti guardando indietro, un po' prima degli anni ottanta, ad un clima di fervore intellettuale sano e non autocelebrativo e del tutto ripiegato su sé stesso, completamente fuori della realtà. Se ci rimettessimo noi su quella strada, forse la rimpiangeremmo un po' meno.

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mercoledì, 24 giugno 2009 | in : me myself and i, chapeau, giochemus, essere snob è fatica ingrata

 

Questa chicca meravigliosa è via Perez Hilton (ogni tanto questo blog attinge anche dalle "star")
P.S. Adoro come lei lo fa una merda
MScar @ 00:08 | commenti (popup) | commenti
mercoledì, 17 giugno 2009 | in : chapeau, son cose che capitano
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mercoledì, 29 aprile 2009 | in : chapeau, son cose che capitano
Duro affondo di Veronica Lario sull’uso delle candidature delle donne che a suo avviso si sta facendo per le elezioni europee. La moglie del presidente del Consiglio definisce “ciarpame senza pudore” le donne indicate come possibili candidate per il Pdl alle elezioni europee. “Voglio che sia chiaro - spiega - che io e i miei figli siamo vittime e non complici di questa situazione. Dobbiamo subirla e ci fa soffrire”. “Quello che emerge oggi attraverso il paravento delle curve e della bellezza femminile, è la sfrontatezza e la mancanza di ritegno del potere che offende la credibilità di tutte le donnè’. ”Qualcuno - osserva Veronica Lario - ha scritto che tutto questo è a sostegno del divertimento dell’imperatore. Condividò’. (Agr)
Mizzeca, costei pensa dell'uomo con cui va (andava?!) a letto esattamente ciò che penso io!
MScar @ 11:20 | commenti (popup) | commenti
lunedì, 19 gennaio 2009 | in : chapeau, essere snob è fatica ingrata, alluce scassato
guillaume_bresson_02


























La potenza di Delacroix, la nitidezza di David, uno studio della luce caravaggesco accentuato dall'assenza del colore e le scene di violenza urbana tratte direttamente dalle Banlieux. Tutto questo è Guillaume Bresson, che suggerisce una visione epica del contemporaneo, qualcosa a cui la narrazione video ci ha disabituato. Se si tratti di una cinica celebrazione dell'odio sociale o se tramite questa intenda cogliere un aspetto oscuro che rende affascinante e anzi bella, ai miei occhi, quest'opera... me lo sto ancora chiedendo.
MScar @ 14:41 | commenti (popup) | commenti
venerdì, 09 gennaio 2009 | in : chapeau, lacrimuzza, essere snob è fatica ingrata

Essì, lei un po' mi mancherà.

MScar @ 21:48 | commenti (popup) | commenti
Avvertenza: Questo blog ha ultimamente preso una piega decisamente vacanziera.

Jim Carrey_beachJim Carrey_mankiniLa foto più carina che ho visto ultimamente sui giornali "di cronaca rosa" (o almeno così li si chiamava un tempo, alè) che accompagnano le mie mattine da bagnante (cioè nel bagno di casa, qua vacanze...) è questa di Jim Carrey che, uscito con la compagna a farsi una passeggiata sulla spiaggia,  viene circondato da paparazzi, così va appositamente a "cambiarsi" per ritornare a passeggiare tranquillamente ma conciato così.

Ora, quanto a spirito, tra lui e lei sceglier non saprei ma il tutto conferma i miei sentimenti: adovo quest'uomo.
MScar @ 10:10 | commenti (popup) | commenti
sabato, 05 luglio 2008 | in : chapeau, non pev cviticave ma

brothers_sisters

La serie Brothers & Sisters ha esordito su raidue da appena due giorni e già ne sono assolutamente pazza. Sarà il cast stellare (Sally Field! Ron Rifkin!), sarà che ci recita una strepitosa Rachel Griffiths -una delle mie attrici preferite di sempre- e già questo, da solo, sarebbe un buon motivo. Ma la grande saga familiare, i contrasti politici tra repubblicani e democratici in una famiglia dove finalmente si parla di politica, i temi più delicati del paese -la guerra in Afghanistan, le derive familiari, i crack finanziari post follie anni '80- trattati da questo punto intimista, insomma: mi piace, ma tanto, tanto,tanto.

E non è facile, eh.

MScar @ 15:19 | commenti (1)(popup) | commenti (1)
sabato, 26 aprile 2008 | in : chapeau
MScar @ 01:00 | commenti (popup) | commenti
venerdì, 14 marzo 2008 | in : me myself and i, chapeau, zumpappàzumpa, lacrimuzza
freddieSuccede che ieri sera facendo una pausa dal lavoro finisco su MTV dove trasmettono nientepopòdimenoché il concerto a Wembley dei Queen.
Finisce che mollo le carte dell'esame, mollo la preparazione della cena... in pratica mollo qualsiasi cosa e mi azzecco allo schermo con la musica a palla (suppongo che i vicini con i bimbi piccoli da mettere a letto mi abbiano davvero amata ma, beh, se lo meritano: sbagliano loro a non impostare l'educazione della prole su solide basi rock).
Così oggi ho pensato di riproporvi un pezzo che scrissi tempo fa sul mio mito (quello che se penso che è morto ancora mi salgono le lacrime agli occhi) tempo fa, in occasione delle celebrazioni per i (mi pare) quindici anni dalla sua morte.


Ma che ci vuoi fare, Farrokh, questi sono tempi strani. Chissà a quest'ora cosa ne sarebbe stato di te, magari alla fine ti avrebbero tagliato fuori dallo show business solo perchè fai di cognome Bulsara e se poi volevi un posto dove smalitre i sessant'anni in santa pace di tornare in patria manco a parlarne, nella tua (amata?/odiata?... certamente bellissima) Stone Town oramai ti avrebbero preso a sassate... non lo sai? dal 2004 l'omosessualità è vietata per legge a Zanzibar, anche se c'è un bar che porta il tuo nome.

 Ma figurati, a te che te ne frega ormai, Farrokh? Tu sei già oltre tutto questo, e magari lo eri anche quando cantavi a voce spiegata accanto a Monserrat Caballè "Exercises in free love", l'orgasmo più dolce, potente e meraviglioso che si sia mai osato mettere in musica... La malattia del nostro secolo ti ha scagliato da qualche parte veloce come una stella (chissà chi cazzo ti eri scopato eh? "mr. bad guy"...) e ci hai lasciato nei nostri bei casini così antichi (non dirmi poi che le guerre di religione e la discriminazione sono attuali, proprio tu, che sei nato in un ex porto di schiavi) senza più tue nuove canzoni, da pompare in macchina quando il cuore davanti la strada va al massimo, ma proprio al massimo, ed un istante quando lo spirito va a 100.000 km/h può diventare infinito... Io non so perchè ma tu potevi sentire tutto questo e lo mettevi in musica. Nessuno dopo di te. Nessuno mai.

E si sapeva nel mondo che tu eri speciale... la gente non è fessa Farrokh, per questo ti ha amato come eri, nello scandalo e negli eccessi ma -vaffanculo!- tu eri grande!
E adesso i tuoi che fanno? Continuano a incidere album dove inseriscono registrazioni-ghost della tua voce prima che morissi, mandano avanti tournée commemorative, cercano qualcuno che canti le tue canzoni al posto tuo, magari tra gli altri illustri, come Elton o George... ma non si può, e loro lo sanno di essere solo dei claun senza di te a questo punto, dei bravissimi claun che cercano di mandare avanti lo show.

Così anche stavolta prepareranno una grande festa... te si fatt viecch', Farrokh... lo sai? hai la stessa età di Bush. Ma io sono convinta che gli anni te li saresti portati meglio tu: magari ti cadevano quei dentoni giganti che tenevi davanti e finalmente con la protesi diventavi bellissimo, una vera regina... eppure, pensa te, proprio a Zanzibar hanno vietato di festeggiarti: dicono che ad Allah ci sta più simpatica Al-Qaeda ma io non ci credo tanto: prima di tutto l'Africa ha la memoria un po' corta se non si ricoda la tua entrata in scena al "Live Aid", e poi secondo me nel giardino con le mille vergini, o verginielli, o tutt' cos'... a spassartela ci stai meglio tu.

Pure se io e te non ci frequentavamo tanto, anzi, per essere precisi, non ci siamo mai manco incontrati, ti sembrerà strano ma qualcosa ci lega: il 5 settembre 1991 io avevo otto anni e perlomeno da tre eri il mio cantante preferito (grazie a papà mio che mi ha "educata" bene); ho aperto il giornale a caso e ho riconosciuto la tua foto, ho letto che eri gay (e che cavolo significava?!) e che eri morto. Così ho ripensato alle tue canzoni ed ho pianto un po'. Era la prima volta che piangevo per la morte di qualcuno e quel qualcuno eri tu. Poi sono tornata a giocare: niente di grave nell'economia dell'universo, ma io me lo ricordo che è stato importante. Forse perchè in fondo ero un po' innamorata,  e magari ancora non mi è  passata. Che ti devo dire? Sarà che avevi un nome d'arte stellare che faceva tanto "wow" (le bambine di otto anni sono sensibili a queste cose), sarà che in fondo un po' di quella tua velocità, di quella superpotenza da anni ottanta mi è rimasta dentro, ma in mezzo a questo momento così lento, così pff... "revival-mediocre-del-medioevo"... Freddie Mercury, un po' mi manchi.
MScar @ 10:27 | commenti (popup) | commenti