
Tanti auguri, inossidabile vecchietto.

Mi hanno inscatolato la nonna. Non sembrava neanche più lei: le dita erano troppo sottili, il volto troppo austero, il corpo sperduto tra crinoline e fiori. Non ostante solo poche ore prima avessi collaborato personalmente a comporla senza alcuna impressione (sorretta da un istinto primordiale che dice: "non temere della carne da cui la tua carne deriva") ho provato orrore nel vedere, al momento dell'inumazione, saldare la parte superiore della bara con una lastra di alluminio, prima di poggiarvi su il coperchio. Questo non l'avevo mai visto fare e, psicologicamente, non me l'aspettavo. Sembrava una scatola di sardine e, alla fine, il cadavere di mia nonna presentava esattamente le stesse caratteristiche del cadavere di una sardina, solo che la seconda è sott'olio e si mangia, la prima gli si portano fiori e la si venera. Ma cosa vuoi che questo conti nel conto vita-morte del mondo. No, non subito la perdita di mia nonna mi ha spezzato il cuore (a quello ci sto arrivando in questi giorni immediatamente successivi, allora quasi mi sembrava intravedere un movimento del petto da sotto il sudario) ma la sua cosizzazione, la perdita di ogni valore vitale e il suo accantonamento in un angolo di muro comprato a carissimo prezzo in uno di quei condomini di cadaveri così comuni nei cimiteri di città, che di spazio orizzontale ne hanno oramai così poco che ci si conserva così come si è vissuti, in vani sovrapposti. Di chi fosse mia nonna, per me e per chiunque la conoscesse, non è qui il caso di parlarne. Detesto i blog-diario che sviscerano in rete le proprie budella e non volevo questo. Certo, inutile dire che questo è anche uno sfogo ma, mi son detta, saluto tante volte la morte di personaggi famosi di cui non conosco nulla, potrò ben qui salutare mia nonna, che non era famosa ma di cose buone ne ha fatte. Potrò ben qui riflettere sul fenomeno un po' pop art che rende mia nonna mediaticamente spendibile, che ne consegno alla vostra lettura un'immagine fugace in grado,come un qualsiasi carattere di romanzo, di assumere nella vostra mente la forma che più vi sarà consona, che forse vi ricorderà altre cose, più vostre. La svilisco, forse. Mannò, solo io so quanto sia sacra la sua immagine viva nel mio spirito, quanto rispetto provo persino per quel suo corpo vuoto. E non è questo che voglio condividere con chi non ne può sapere nulla. Solo, mi hanno inscatolato la nonna, e questo mi spiazza. Ne scrivo qui perchè non so dove spiaggiare questo mio sconcerto, questo non capirne la sua cosizzazione. Capirei di più l'annientamento dei suoi resti, piuttosto che una conservazione meticolosa che sembra uno spreco: in ogni modo essa non è più dietro il marmo che nel suo letto. Se uno non è più non è più e non c'é fede, mi rendo conto, in grado di darmi asilo, rassicurandomi sulle possibilità di riciclo della materia. Per cui prendo questo mio dolore e lo appoggio qui, come lei, a disperdersi in altri posti, a diventare altro. Consumatela voi mentre il tempo la consuma.

Questa chicca meravigliosa è via Perez Hilton (ogni tanto questo blog attinge anche dalle "star")
Riporto questo articolo (peraltro di fine aprile) scovato per caso su Adnkronos perché un paio di volte la ricostruzione l'ho fatta anche io e gran parte della mia famiglia (femminile) fa la così detta "colata di gel" sulle unghie ogni 15 giorni. La faccenda non mi piace per niente.Roma, 30 apr. (Adnkronos Salute) - Ombre sulle unghie perfette, irrinunciabili alleate di bellezza. Sotto accusa le lampade Uv utilizzate per la loro ricostruzione: dopo aver applicato il gel, in migliaia di saloni di bellezza, ma anche nelle case per le amanti del 'fai-da-te', le mani finiscono sotto questi marchingegni per fissare il prodotto applicato e decorazioni come brillantini, strass o perline. Ma in Gb è scattato l'allarme, dopo due casi di cancro alla pelle in donne che si erano sottoposte a questi trattamenti per conquistare unghie invidiabili. E i dermatologi dell'università del Texas chiedono di fare ricerche approfondite per accertare la sicurezza o stanare i possibili pericoli che possono nascondersi dietro le lampade 'fissa unghia'. Invitando le donne che si sottopongono a questi trattamenti a tenere alta la guardia.
I raggi che queste lampade emettono, infatti - per la modica cifra di circa 45 euro - potrebbero danneggiare le cellule della pelle, aprendo la strada alla neoplasia. I due casi britannici che hanno fatto scattare l'allarme, riporta il 'Daily Mail', riguardano una donna di 48 anni che ha sviluppato il cancro alla pelle della mano destra dopo essersi sottoposta alla ricostruzione delle unghie per ben otto volte l'anno, e una donna 55enne che ha dovuto fare i conti con il tumore dopo aver usato lampade per le unghie due volte al mese per 15 anni. In entrambi i casi, si tratta di un carcinoma squamoso delle cellule, un tipo di cancro della pelle meno dannoso rispetto al melanoma maligno.
Parla con Dio
…l’ultimo film di Almodovar, in tutte le sale da giovedì
…magari ci mette una buona parola
…o chiedi a Ratzinger che ci parla lui
…l’utente da lei chiamato, non è al momento raggiungibile
…o lascia un messaggio in segreteria
…e digli che tu non c’entri niente
…riceve per appuntamento, tutte le domeniche dalle 9.00 alle 13.00
…e se non puoi, usa i pizzini
…che altrimenti so’ cazzi
…a soli tre euro al minuto, iva inclusa, no attesa
…per ricevere una grazia personale, premere uno; per offrire una grazia ad amici e parenti, premere due; per inoltrare una prece, premere tre
…e se lo senti prima di me, digli che lo cercavo
…no, gli sms non valgono
…Sparla con Dio, nessuno se la prenderà con te!
Dio c’è
…ma non ditelo in giro
…aspetta che me lo segno (troisiana)
…e Allah no. Checculo, abbiamo vinto! (filocattolica)
…ma è andato in vacanza
…ma in Kosovo un po’ meno
…ma non paga le tasse
…ma Berlusconi c’era prima di Lui
…basta pagare
…e mo’ so cazzi
…ma non si capisce bene dove sta
…Dio Che (comunisteggiante)
…il resto alla prossima puntata
…e tutto il resto, è noia
…ma è lo stesso del km 205 o un altro?!
…entra in campo al secondo tempo
…ma è momentaneamente assente
…e tu quando torni a casa?
…tu con la testa non tanto
…non ditelo a Odifreddi
…ma Margherita Hack non l’ha visto
…ma quanto s’è sciupato!!


Vacanza è: digitare "nulla" su Google immagini e vedere che esce d'interessante.

L'ho mai detto che adoro le scale?! (architettonicamente, non scalarle)
Il quadro è Staircase in Capri di John Singer Sargent.