mercoledì, 30 settembre 2009 | in : me myself and i, son cose che capitano, lacrimuzza
Mi hanno inscatolato la nonna. Non sembrava neanche più lei: le dita erano troppo sottili, il volto troppo austero, il corpo sperduto tra crinoline e fiori. Non ostante solo poche ore prima avessi collaborato personalmente a comporla senza alcuna impressione (sorretta da un istinto primordiale che dice: "non temere della carne da cui la tua carne deriva")  ho provato orrore nel vedere, al momento dell'inumazione, saldare la parte superiore della bara con una lastra di alluminio, prima di poggiarvi su il coperchio. Questo non l'avevo mai visto fare e, psicologicamente, non me l'aspettavo. Sembrava una scatola di sardine e, alla fine, il cadavere di mia nonna presentava esattamente le stesse caratteristiche del cadavere di una sardina, solo che la seconda è sott'olio e si mangia, la prima gli si portano fiori e la si venera. Ma cosa vuoi che questo conti nel conto vita-morte del mondo. No, non subito la perdita di mia nonna mi ha spezzato il cuore (a quello ci sto arrivando in questi giorni immediatamente successivi, allora quasi mi sembrava intravedere un movimento del petto da sotto il sudario) ma la sua cosizzazione, la perdita di ogni valore vitale e il suo accantonamento in un angolo di muro comprato a carissimo prezzo in uno di quei condomini di cadaveri così comuni nei cimiteri di città, che di spazio orizzontale ne hanno oramai così poco che ci si conserva così come si è vissuti, in vani sovrapposti. Di chi fosse mia nonna, per me e per chiunque la conoscesse, non è qui il caso di parlarne. Detesto i blog-diario che sviscerano in rete le proprie budella e non volevo questo. Certo, inutile dire che questo è anche uno sfogo ma, mi son detta, saluto tante volte la morte di personaggi famosi di cui non conosco nulla, potrò ben qui salutare mia nonna, che non era famosa ma di cose buone ne ha fatte. Potrò ben qui riflettere sul fenomeno un po' pop art che rende mia nonna mediaticamente spendibile, che ne consegno alla vostra lettura un'immagine fugace in grado,come un qualsiasi carattere di romanzo, di assumere nella vostra mente la forma che più  vi sarà consona, che forse vi ricorderà altre cose, più vostre. La svilisco, forse. Mannò, solo io so quanto sia sacra la sua immagine viva nel mio spirito, quanto rispetto provo persino per quel suo corpo vuoto. E non è questo che voglio condividere con chi non ne può sapere nulla. Solo, mi hanno inscatolato la nonna, e questo mi spiazza. Ne scrivo qui perchè non so dove spiaggiare questo mio sconcerto, questo non capirne la sua cosizzazione. Capirei di più l'annientamento dei suoi resti, piuttosto che una conservazione meticolosa che sembra uno spreco: in ogni modo essa non è più dietro il marmo che nel suo letto. Se uno non è più non è più e non c'é fede, mi rendo conto, in grado di darmi asilo, rassicurandomi sulle possibilità di riciclo della materia. Per cui prendo questo mio dolore e lo appoggio qui, come lei, a disperdersi in altri posti, a diventare altro. Consumatela voi mentre il tempo la consuma.
MScar @ 14:27 | commenti (popup) | commenti
martedì, 01 settembre 2009 | in : me myself and i, chapeau, son cose che capitano, lacrimuzza



S'è fatta vecchia, ormai.
La lampadina a incandescenza, quel delicato filamento di tungsteno che se n'evaporava via lentamente, uso dopo uso, per poi spezzarsi (abbiamo un po' quest'angoscia atavica, che la luce finisca -si consumi) s'è spenta.
Beh, non vorrei essere nostalgica ma se da quando sei nata usi una cosa vecchia di duecent'anni e poi te la lasci definitivamente alle spalle, un po' d'impressione ti fa.
MScar @ 14:00 | commenti (popup) | commenti
Quest'uomo si chiama Dino Boffo, è il direttore del giornale "di ispirazione cattolica" Avvenire ed è gay.
Anzi, per la verità è un molestatore gay.
In altri casi avrei potuto chiamare questa una manipolazione d'informazioni: in fondo la notizia dovrebbe essere che Dino Boffo è un molestatore mica che è gay, no? Oppure che è un uomo morbosamente innamorato che lotta per ricongiungersi col suo compagno in dispetto di regole sociali castranti, chissà. La realtà può essere vista in molti modi. Ma alla fine... no, Dino Boffo, il decennale direttore di Avvenire, è proprio un molestatore gay.  Da bravo censore che per anni ha alimentato le colonne di un organo d'informazione della sua vomitevole ipocrisia marciando contro la felicità propria e di coloro che condividono la sua stessa condizione, negando dall'alto di una posizione di responsabilità sociale sé stesso e ciò che di onesto coltivava nell'ombra come un peccato di cui non pentirsi, se lo merita. Afangùl.

UPDATE:
Eppure (cazzo, in questo paese di m. c'è sempre un'eppure) onestà intellettuale vuole che tutta la vicenda mi susciti ribrezzo invece che l'iniziale, istintiva soddisfazione. Perché se da un lato vedere fustigato un fustigatore morale (paladino del "Family day") dovrebbe sollazzarmi, dall'altro vedere violentemente esposto alla gogna mediatica perchè gay (in realtà, prima ancora che perchè molestatore e comunque per una vicenda in piedi dagli anni '90 e che finora, casualmente, non aveva fatto notizia) chi ha osato pontificare sulla dubbia moralità del premier dall'alto addirittura di una "opposizione amica" mi sa tanto di regime.
E questo mette i brividi.
MScar @ 11:49 | commenti (popup) | commenti
giovedì, 27 agosto 2009 | in : chapeau, son cose che capitano, mare mostrum, lacrimuzza, alluce scassato

Questa vignetta è meravigliosa e non fa ridere.
Il meno fortunato di Paride Puglia
MScar @ 22:02 | commenti (popup) | commenti













Di fronte a questi ripensamenti (il ministro del welfare Sacconi si presentava oggi a fare ammenda estiva circa la RU486 al congresso nazionale di Comunione e Liberazione) ci si persuade che l'estenzione della Città del Vaticano si sia ultimamente un po' allargata: misura adesso 301.338 km² .
MScar @ 23:26 | commenti (popup) | commenti

Oggi al Filmfestival di Valva Noemi Letizia, di ritorno dalle paparazzate portofiniane, verrà premiata come miglior interprete di un cortometraggio con la regia di Carlo Fumo, guardacaso anche presidente della commissione stessa. Insomma in Cilento sanno come farsi della pubblicità veloce, ed essere delle papine si dimostra sempre più conveniente (questa intrapendente ragazzuola come minimo ci finisce sull'Isola o in Fattoria... no, non a zappare per davvero).

Fossi in loro, comunque, comprerei una vocale giusto per dare alla kermesse una sferzata di sincerità che mai non guasta: Vulva Filmfestival, tra l'altro, tira molto di più.

MScar @ 14:20 | commenti (popup) | commenti
MScar @ 01:56 | commenti (popup) | commenti
mercoledì, 17 giugno 2009 | in : chapeau, son cose che capitano
MScar @ 13:13 | commenti (popup) | commenti

Metti un'estate a Villa Certosa...

Veronica Lario, first lady italiana, ha affermato un mese fa che sotto l'influsso di suo marito, Silvio Berlusconi, la politica italiana é diventata una "spazzatura senza pudore", dove solo contano il fisico e la televisione, e nella quale "molti padri sono disposti a chiudere gli occhi per offrire le loro vergini al drago".

Le sue parole hanno scatenato un terremoto politico che non ha cessato di crescere. In questo contesto, il fotografo sardo Antonello Zappadu, 51 anni, che tra il 2007 e il gennaio 2009 ha fotografato Villa Certosa, la splendida mansione sarda di Berlusconi, é diventato il principale testimone dell'accusa.

Zappadu non é un paparazzo, é un reporter e come tale ha scelto di proteggere l'identitá delle persone che appaiono nelle immagini. Per questo, tutti i volti che si vedono in queste pagine sono irriconoscibili dopo essere stati pixelati da lui. Tutti, tranne quello dello stesso Berlusconi. Il suo reportage riflette quale sia l'ambiente di Villa Certosa, con chi ha a che fare e come vive i suoi momenti di relax il primo ministro italiano. La mansione occupa un'estensione di 60 ettari e si trova vicino Porto Rotondo, la zona piú turistica della Costa Smeralda.

La settimana scorsa Zappadu ha provato a vendere il suo reportage grafico a Panorama, una delle riviste vincolate all'impero mediatico di Berlusconi, per 1,5 milioni di euro. La rivista rifiutó di pagare questa cifra per le foto e Berlusconi e i suoi avvocati denunciarono Zappadu davanti alla giustizia e al Garante della Privacy per "violazione della privacy e tentativo di truffa".

Dopo la denuncia, il pm ha sequestrato tutto l'archivio di Zappadu, incluse immagini scattate in luoghi di accesso pubblico come l'aeroporto di Olbia.

Queste foto hanno inoltre dato il via all'indagine sul presunto uso indebito da parte di Berlusconi dei voli di Stato.

Il fotografo sostiene che "praticamente ogni weekened" voli di stato sotto la guida del 31° Stormo dell'Aeronautica Italiana accompagnavano nell'aeroporto della Costa Smeralda amici, artisti, ballerine e veline del premier.

Estratto da "Berlusconi allo scoperto" , editoriale di El Paìs del 5/06/09 via Che dicono di noi

LE ALTRE FOTO CENSURATE QUI
MScar @ 13:54 | commenti (popup) | commenti



Noemi, puttanella, per farti un po' di pubblicità mi hai fottuto il matrimonio! ... ed ora è finita. E' stato bello finchè è durato.

Oh, Papi, ma sempre le stesse storie?! te l'ho detto che anche se non dura, per me non fa niente!
MScar @ 21:55 | commenti (popup) | commenti
mercoledì, 29 aprile 2009 | in : chapeau, son cose che capitano
Duro affondo di Veronica Lario sull’uso delle candidature delle donne che a suo avviso si sta facendo per le elezioni europee. La moglie del presidente del Consiglio definisce “ciarpame senza pudore” le donne indicate come possibili candidate per il Pdl alle elezioni europee. “Voglio che sia chiaro - spiega - che io e i miei figli siamo vittime e non complici di questa situazione. Dobbiamo subirla e ci fa soffrire”. “Quello che emerge oggi attraverso il paravento delle curve e della bellezza femminile, è la sfrontatezza e la mancanza di ritegno del potere che offende la credibilità di tutte le donnè’. ”Qualcuno - osserva Veronica Lario - ha scritto che tutto questo è a sostegno del divertimento dell’imperatore. Condividò’. (Agr)
Mizzeca, costei pensa dell'uomo con cui va (andava?!) a letto esattamente ciò che penso io!
MScar @ 11:20 | commenti (popup) | commenti
mercoledì, 24 dicembre 2008 | in : son cose che capitano, mare mostrum, la quarta scimmietta

Magari un altro Natale saremo tutti più buoni, ma questo certamente no.
Iniziando dal Papa che sbraita contro omosessuali e trans mentre dice no a decriminalizzazione della pena di morte per i reati di omofobia e rifiuta di aderire al documento sui diritti delle persone disabili perchè ammette l'uso dell'aborto. Fossi Babbo Natale, a lui solo carbone.
Continuando con un sistema economico che consente a un uomo di ricevere zero euro sulla busta paga e tentare il suicidio (notizia di oggi: è successo a Roma). Niente regali sotto l'albero.
Finendo col trovarci in una città dove Comune e Provincia si son rivelate marce fino al midollo eppure le cui giunte resistono, tra controaccuse e inevitabili reimpasti, col culo sulla sedia senza cura alcuna per lo scuorno (vergogna) che assale i loro cittadini. Forse per averli votati, chissà. Qui non c'è punizione natalizia che tenga: il 75% dei napoletani si prenderebbe a martellate sulle palle per espiare.
E insomma: finalmente un Natale cattivo, dove invece del solito autocompiacimento zuccheroso potrebbe venirci, chissà, magari anche voglia di rimboccarci le maniche.

Intanto, beccatevi Silent Night in versione Sixpence None The Ritcher... una vera cover chiccosa chiccosa che ci ricorda che forse di questi tempi invece di parlare di felicità e bontà faremmo meglio a... starci zitti.

MScar @ 15:05 | commenti (popup) | commenti
venerdì, 03 ottobre 2008 | in : son cose che capitano, la quarta scimmietta
767px-No_sexism_racism_homophobiaE' tornato di moda l'antirazzismo: tutti i telegiornali oramai non fanno che denunciare le violenze che vengono perpretate giorno per giorno in questo paese vieppiù xenofobo.

Ciò è bene ma non credo vi corrisponda un dato di reale incremento degli episodi di razzismo...quello, semplicemente, di moda non è mai passato. Solo, adesso finalmente se ne parla.
Sperando che alle chiacchiere seguano i fatti.

P.S. chiamatemi scettica, ma secondo me il "pentimento" di uno dei minori-bulli che hanno scassato la faccia al povero cinese è solo in previsione del  perdono giudiziale di cui i  possono usufruire se, appunto, mostrano di ravvedersi...
MScar @ 20:23 | commenti (popup) | commenti